//
Stai leggendo...

Truffe e Furti

Renato Rinino, l’Arsenio Lupin di Savona

renato rinino ladro famoso, furto gioielli della reginaNato a Savona nel 1962, Renato Rinino si distingue subito per piccoli furti sin dall’età di 8 anni. Scaraventato a 11 anni sulla nave scuola Garaventa per bambini problematici, si incontra con quella che sarà il fiorfiore della criminalità Italiana, e diventa un ladro di professione. Ama definirsi “ladro gentiluomo” e sul serbatoio della sua Harley Davidson fa incidere la scritta “Arsenio Lupin”, suo ispiratore. A conferma del suo animo nobile, una mattina restituisce la refurtiva rubata ad un pensionato che si era disperato perchè rimasto in miseria dopo la visita di Rinino. Dall’87 al 93 mette a segno decine di colpi, fa dentro e fuori dalle galere e appena esce si dedica a belle donne, gioco d’azzardo, e fiumi di champagne. La polizia, che gli fa spesso visita, trova nel suo appartamento centinaia di gioielli, reperti archeologici, impianti stereo, orologi per centinaia di milioni di lire.

Ma è nel 1994 che il Lupin di Savona diventa l’idolo dei ladri d’Italia e una celebrità nell’ambiente del malaffare. Riesce infatti ad intrufolarsi, a Londra, nell’appartamento del Principe Carlo, senza neppure saperlo, e a trafugare gioielli, spille, argenteria e alcune lettere della corrispondenza privata di Carlo con la sua amante dell’epoca, sua futura moglie, Camilla Parker Bowles. Nel bottino figurano anche due preziosissimi gemelli di Fabergè. Scotland Yard e i servizi segreti Inglesi gli mettono decine di uomini alle calcagna, ma Renato Rinino scopare per mesi, per lui nascondersi nei bassi fondi è un gioco da ragazzi e riesce a tornare incolume con il bottino in Italia. rinino renato ladro gentiluomo con il suo omicidaIl furto nel frattempo è diventato un caso diplomatico e Rinino comincia a sentire anche le forze dell’ordine Italiane alle calcagna.  Ha un colpo di genio. Dichiara pubblicamente, tramite il suo avvocato Alessandro Garassini, di voler restituire i gioielli in cambio di una stretta di mano del principe, vendendo nel contempo  i diritti fotografici dell’evento alla stampa scandalistica, ed ottenendo dalla Corona Inglese l’immunità. E’ talmente sicuro di se che gira nel suo vecchio quartiere a testa alta, con una maglietta con sopra stampata una foto che lo ritrae coperto dai gioielli rubati, seduto su un trono reale. Ma gli Inglesi non sono d’accordo, e l’affare non si fà. Ne frattempo, il reato in Italia è prescritto e Rinino è un uomo libero.  Nel 2000, cercando di attirare ancora attenzione sulla sua figura al limite tra l’eroe e il delinquente, restituisce spontaneamente i gioielli, e riceve le pubbliche lodi della famiglia reale, ben contenta di aver rimesso le mani sui gioielli, che Rinino non era riuscito a ricettare.

Nel 2001, l’epilogo del tutto casuale. Il suo amico di sempre, Yuri Scalise (con lui nella foto), gli spara un colpo di revolver in testa, in preda alla cocaina, perchè Rinino si è vantato nel quartiere di essersi portato a letto sua moglie. Il 19 ottobre 2003, al funerale dell’Arsenio Lupin di Savona, Renato Rinino, ci sono più di 2000 persone.