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Serial Killer

Nome in codice: Ludwig.

Accoltellate, arse vive, uccise a colpi d’ascia e di martello: questa la sorte delle vittime del fantomatico commando neonazista Ludwig. In realtà, Ludwig è una coppia di amici, rampolli della Verona bene. Marco Furlan e Wolfgang Abel condividono il sogno di liberare il mondo da tossicodipendenti, prostitute, barboni e omosessuali (specie se sacerdoti). Naturalmente, ce l’hanno anche con discoteche, cinema a luci rosse e sexy shop.

Cominciano nel ’77 col bersaglio più facile, un senzatetto bruciato vivo nell’auto dove dormiva, per poi terminare la loro carriera nell’84 con un conteggio totale di 28 vittime. Senza contare i molti feriti causati dai roghi appiccati dai due serial killer. Abel lavora in una compagnia assicurativa, Furlan invece è figlio del primario del centro ustionati dell’Ospedale Civile Maggiore di Verona. Deve sapere bene quali sono gli effetti irreversibili di uno dei più crudeli metodi di infliggere sofferenza agli esseri umani: il fuoco. I due cominciano le loro attività criminali nella città in cui vivono, per poi allargarsi al nordest italiano, e infine prendono a operare su scala europea, con azioni in Germania e Olanda. Questa la rivendicazione, corredata di aquila nazista e motto delle SS, del rogo di un edificio abbandonato in cui si rifugiavano la notte i senzatetto veronesi:

« LUDWIG  LA NOSTRA FEDE È NAZISMO. LA NOSTRA GIUSTIZIA È MORTE. LA NOSTRA DEMOCRAZIA È STERMINIO  RENDIAMO NOTO CHE ABBIAMO PUNTUALMENTE RIVENDICATO IL ROGO DI SAN GIORGIO A VERONA CON IL MESSAGGIO INVIATO A ‘LA REPUBBLICA’. ALLEGHIAMO UN DISCHETTO METALLICO IDENTICO A QUELLO APPLICATO SULLA PIÙ GRANDE DELLE TRE TORCE USATE.  GOTT MIT UNS »

Stranamente, per questo delitto vengono assolti. Tra i roghi, quello del cinema a luci rosse Eros di Milano, del sexy club Casa rossa di Amsterdam, della discoteca Liverpool di Monaco. Ci riprovano ancora il 4 marzo 1984 alla discoteca Melamara di Castiglione delle Stiviere, in provincia di Mantova. Si sta svolgendo una festa di carnevale, e i due serial killer, travestiti da Pierrot, cercano di dare fuoco alla moquette. Sfortunatamente per loro, dopo la tragedia del cinema Statuto di Torino (avvenuto l’anno prima, 40 vittime dovute a un incendio accidentale) la normativa italiana si è adeguata ai migliori standard internazionali. La moquette, in ossequio alle norme di legge, è quindi realizzata con materiali ignifughi, e l’incendio non si propaga. Interviene un addetto alla sicurezza che li coglie sul fatto: i due cercano di aggredirlo per poter fuggire ma questa volta, diversamente da quando assalivano i senzatetto, si trovano di fronte un professionista, e hanno la peggio. Poco dopo, vengono consegnati alla polizia.

Entrambi continuano a professarsi innocenti e dichiarano agli occasionali intervistatori di essere incastrati. Dopo la condanna dei due, Ludwig ha cessato di operare.