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Criminologia

Indagini tramite videoregistrazione

Indagini VideoregistrazioneIl riconoscimento dei presunti colpevoli attraverso i fotogrammi ripresi dalle telecamere a circuito chiuso è uno dei compiti più difficili e delicati che riguarda gli esperti del settore. Le telecamere a circuito chiuso poste nei locali a scopo di sicurezza permettono quasi sempre di ricostruire come si sono svolti i fatti, ma non è detto che riescano sempre a mostrare il volto dei colpevoli. Al di là della questione di riservatezza dovuta alla privacy, sussiste un vero e proprio problema tecnico: in moltissimi, anzi, nella maggior parte dei casi, le telecamere montate permettono solo registrazioni di bassa qualità. La qualità delle telecamere la maggior parte delle volte non permette il riconoscimento del volto dei colpevoli, il volto diventa visionabile solo come un insieme di pixel che non si presta come campione utile per un qualsiasi tipo di indagine fisionomica. Inoltre frequentemente, le telecamere di sorveglianza, al posto di registrare i normali venticinque fotogrammi per secondo, ne registrano uno o due al secondo, per permettere di ottimizzare la durata della cassetta. In questi casi entrano in gioco diverse discipline e diversi specialisti, che lavorando in sinergia tra loro possono permettere di riconoscere coloro che hanno compiuto il reato, o quantomeno aiutare le indagini. Bisogna ricordare che per riconoscere una persona tramite le immagini registrate bisogna avvalersi di diversi fattori, di cui alcuni non possono essere schematizzati a priori. Propongo un esempio per far comprendere meglio la situazione: se guardiamo delle immagini di qualità bassa di un nostro conoscente, anche se non sarà possibile distinguere direttamente i suoi tratti fisionomici, probabilmente riusciremo a riconoscerlo lo stesso. Questo perché è possibile basare il riconoscimento di una persona non su un singolo elemento, ma sulla complessità generale e sulla visione di insieme della figura del conoscente in questione. Quindi i tratti fisionomici sono importanti in relazione con il complesso, messi in relazione con un altra serie di elemento come la postura, la costituzione del soggetto, il modo di camminare. Nei casi in cui il colpevole viene ripreso a figura intera, con un’inquadratura non eccessivamente angolata, supportata da un’idonea luminosità, sarà possibile effettuare degli appositi rilievi, direttamente nei luoghi ripresi, con la finalità di riuscire a determinare la sua altezza. In questi casi vengono utilizzate delle “stadie” (“aste graduate”), poste nello stesso punto dove si trovava l’individuo. Direttamente sul posto, tramite l’utilizzo di un apposito mixer portatile, verranno miscelate le immagini che sono oggetto di accertamento con quelle che riportano i riferimenti metrici, e nella maggior parte dei casi, con una buona tolleranza sarà possibile individuare l’altezza del soggetto. Inoltre, se i fotogrammi della ripresa non sono eccessivamente di bassa qualità, in alcuni casi è possibile una ricostruzione quantomeno parziale del volto del colpevole. Nonostante tramite il singolo fotogramma non diventa possibile ricostruire il volto, la presenza, lo studio e la sovrapposizione di più fotogrammi permette di fare un lavoro più accurato, ed in alcuni casi permette una ricostruzione abbastanza accurata del volto del colpevole. Inoltre l’orecchio diventa uno dei punti critici per il riconoscimento del soggetto. A primo impatto può sembrare bizzarro, ma in realtà è uno dei particolari identificativi più importanti. I maggiori esperti mondiali a riguardo attualmente sono gli addetti al settore Svedesi: si potrebbe dire che considerano questo particolare quasi al pari delle impronte digitali.