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Criminologia

Il tempo di morte

Tempo Di MorteStabilire il tempo trascorso dall’ avvenuto decesso può essere una questione molto delicata, ed allo stesso modo, in alcuni casi, di grande importanza. Cerchiamo quindi di fornire qualche dettaglio riguardante il modo di determinare il tempo trascorso da quando la vittima ha cessato di vivere a quando viene rinvenuto il cadavere. Ovviamente parliamo di un argomento molto complesso, difficilmente riassumibile in poche righe, ad ogni modo cercheremo di fornirvi un “infarinatura” più che valida. Esistono dei casi in cui diventa molto semplice determinare il momento del decesso con estrema precisione, per esempio quando il momento del delitto viene ripreso da delle telecamere di video sorveglianza, oppure se l’omicidio viene visto da più testimoni. In mancanza di registrazioni e di testimoni, se il corpo viene rivenuto entro 12 ore dal decesso entra in gioco, come primo fattore, la temperatura corporea. Per le prime quattro ore dopo il decesso, la temperatura della vittima cala di circa mezzo grado ogni ora, successivamente cala di un grado ogni ora, fino a raggiungere la temperatura ambiente. Un altro elemento molto importante sono le macchie ipostatiche, ovvero macchie causate dal sangue mosso verso il basso dalla gravità terrestre. Generalmente le macchie ipostatiche sono rinvenute sul retro della nuca e sui glutei. Queste macchie iniziano a formarsi qualche minuto dopo la morte e giungono ad una fissazione completa circa 15 ore dopo la morte, Inoltre non solo aiutano a determinare il tempo di morte, ma possono essere utili anche per determinare la causa della morte: le ipostasi che si formano per avvelenamento da anidride carbonica presentano un colore “rosso vivo” rispetto alla normale tonalità “rosso vinaccia”. Ad aiutare le indagini interviene anche il fattore di rigidità cadaverica. La rigidità cadaverica si propaga in un tempo che può variare dalle 12 alle 24 ore, mentre invece dopo circa 48 ore inizia la fase inversa, ovvero quella di afflosciamento del corpo. Cambia l’approccio quando il tempo di morte supera le 48 ore. Nel corpo, dopo la morte, inizia il fenomeno della putrefazione. Fenomeno causato da germi ed insetti. Quindi, in questi casi entra in gioco l’entomologia forense. Solitamente l’odore del corpo in putrefazione attira due tipi di mosche: i mosconi verdi e le mosche sarcophagldae. Studiando le larve, la loro grandezza, prendendo numerosi campioni e valutando diversi elementi atmosferici e topografici diventa possibile determinare il tempo avvenuto dalla morte. Il famoso caso del mostro di Firenze è uno dei casi Italiani più importanti che ha visto coinvolta in prima linea l’entomologia forense.