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Omicidi

Il delitto di Avetrana

Si può apprendere in diretta, partecipando a una trasmissione televisiva, il ritrovamento del cadavere della propria figlia e l’arresto del probabile assassino? A quanto pare, in Italia è possibile. Questa mostruosità mediatica è stata infatti inflitta alla madre di Sarah Scazzi, assassinata il 26 agosto 2010 dalla cugina, probabilmente con il coinvolgimento della madre e dello zio, almeno per quanto riguarda l’occultamento del cadavere.

Sarah scompare il 26, verso le 14.30, dalla sua casa di Avetrana, dopo avere annunciato alla madre di voler andare dalla cugina, Sabrina Misseri, che abita lì vicino. Le ragazze hanno in programma una gita al mare, o almeno questo è quello che Sabrina ha fatto credere a Sara. Sabrina ha 24 anni, Sarah 15 anni: è una ragazza riservata che frequenta il secondo anno dell’istituto alberghiero. Non c’è motivo per cui si debba allontanare da casa senza dare sue notizie. La madre denuncia la scomparsa il giorno stesso. La figlia non risponde più al telefono e non si trova da nessuna parte: Sabrina dice di non averla proprio vista.

Le indagini si concentrano subito sulla vita privata di Sarah, che però è piuttosto scarsa e non offre grandi spunti alle indagini. Il paese è piccolo e nessuno ha niente di particolarmente notevole da raccontare. Si va allora, anche su suggerimento della cugina, a controllare la sua vita mediatica, i social network che frequentava abitualmente. Gli inquirenti pensano di avere fatto centro: Sarah chattava spesso, anche con uomini molti più grandi di lei, dice la cugina. Un’altra ragazza ingenua caduta nella trappola infernale della rete. Evidentemente, qualche malintenzionato deve averla adescata e rapita.

Invece, questa volta il mostro si nasconde molto più vicino a casa. Non è nei meandri della rete che si trovano tracce utili a sciogliere il mistero, è invece lo zio, Michele Misseri, il padre di Sabrina, a ritrovare il 29 settembre il cellulare scomparso della ragazza, in un campo poco distante dalla sua abitazione. Si dice che Sarah sia stata per lui come una figlia. Ma un ritrovamento fortuito è al di là di qualsiasi verosimiglianza: interrogato a lungo, dopo qualche giorno l’uomo confessa e indica il luogo dove verrà rinvenuto il cadavere. È stato lui ad adescarla, ucciderla e violentarla.

Ma poi ci ripensa. Cambia versione, ritratta completamente, infine il 15 ottobre coinvolge la figlia. L’autopsia esclude che il cadavere abbia subito oltraggi. Non c’è stata violenza, né prima né dopo. È una girandola di rivelazioni, ritrattazioni e nuove confessioni da parte dell’uomo. Gli inquirenti apprendono però di un diverbio la sera prima della scomparsa, tra Sabrina e Sarah. Sabrina ha attaccato violentemente la cugina, che considera sua rivale in amore. Riceve troppe attenzioni da un ragazzo, Ivano Russo, con cui Sabrina aveva avuto una breve relazione. Il giorno dopo decide di regolare i conti, con l’aiuto della madre, arrestata a sua volta dopo aver mentito negli interrogatori. La stessa che pochi giorni prima aveva dichiarato che il marito aveva commesso un crimine imperdonabile e ora doveva prendersi la completa responsabilità per quello che aveva fatto.